Zum Inhalt springen

Warenkorb

Dein Warenkorb ist leer

Artikel: Perché la dieta di settembre fallisce quasi sempre

Perché la dieta di settembre fallisce quasi sempre

Perché la dieta di settembre fallisce quasi sempre

Cominciamo da un’affermazione che suona provocatoria e invece è fisiologia: quando scegli un piatto, la decisione era già stata presa altrove.

«Nel nostro intestino [i batteri] chiedono continuamente materie prime: proteine, vitamine, grassi, zuccheri, fibre. In pratica fanno richieste. Il cervello riceve questi input e li trasforma in un pranzo o in una cena che contenga tutto ciò che i batteri hanno domandato. Ecco il principio: è la pancia che decide.»

Dott. Luciano Lozio — Medicina Amica, Telecolor, puntata del 25 marzo 2025

Al ristorante, spiega Lozio, possiamo scegliere fra spaghetti e penne: ma il fatto stesso di avere voglia di pasta e non di carne è già stato deciso da altri. La libertà che percepiamo riguarda la forma, non la sostanza.

Ora applica questo ragionamento alle ultime settimane. Per giorni hai mangiato in posti diversi, a orari diversi, cose diverse. Non è cambiato solo il menù: è cambiato chi lo ordinava. Il microbiota si riassesta in fretta quando cambiano dieta, orari e ambiente, e nei viaggi — ricorda il dottore — «ci troviamo ad affrontare alimenti diversi dai nostri». È una delle ragioni per cui, prima di partenze verso Paesi con abitudini alimentari molto distanti dalle nostre, ha senso preparare l’intestino invece di improvvisare all’arrivo.

Al rientro arrivano i segnali: gonfiore, digestione più lenta, senso di pesantezza, alvo irregolare. E arriva la reazione istintiva, quella che il calendario di settembre incoraggia da ogni schermo: dieta punitiva, giorni di castigo, restrizione drastica per “rimettersi in riga”.

È esattamente l’ordine sbagliato delle cose.

«Prima di intraprendere una dieta, è fondamentale “sistemare” l’intestino. […] Se l’intestino resta in disordine, qualsiasi sacrificio è inutile.»

Dott. Luciano Lozio — Medicina Amica, Telecolor, puntata del 28 gennaio 2025

Il motivo è concreto e riguarda il modo in cui il microbiota estrae energia dal cibo. A parità di alimenti, alcune persone assimilano di più: nella flora batterica di chi tende al sovrappeso predominano ceppi che favoriscono l’assorbimento delle calorie, mentre nei normopeso sono più rappresentati i bifidobatteri. Una flora sbilanciata recupera energia in modo anomalo, trattiene di più e altera i processi metabolici. Sacrificarsi senza aver prima rimesso ordine significa lavorare contro un sistema che sta remando dall’altra parte.

Cosa significa “rimettere ordine”

Non significa privazione, significa il contrario: restituire varietà e regolarità.

La varietà conta più della singola scelta virtuosa. Un microbiota ricco è un microbiota che riceve substrati diversi — verdure cotte e crude, legumi, cereali integrali, frutta, olio extravergine, polifenoli — perché ceppi diversi si nutrono di cose diverse. Ridurre drasticamente il numero degli alimenti, come impone quasi ogni dieta d’urto, riduce anche la biodiversità di chi ci abita dentro.

La regolarità conta quanto la composizione. Orari dei pasti stabili sono un sincronizzatore per l’intestino esattamente come la luce lo è per il cervello: l’attività intestinale comincia a calare verso le ventuno, preparando il corpo al riposo, e i pasti molto tardi la costringono a ripartire quando dovrebbe fermarsi.

C’è poi un’avvertenza che spesso viene ignorata e che vale la pena conoscere: alcune fibre fermentescibili, introdotte in quantità in un intestino già in disordine, possono peggiorare il gonfiore invece di risolverlo. È il motivo per cui l’aumento delle fibre va fatto in modo graduale, e per cui “mangiare più sano” da un giorno all’altro a volte produce un peggioramento che scoraggia e fa abbandonare tutto.

Il supporto probiotico

ProbioBENE è il trattamento intestinale completo del sistema Probioticamente, di cui HeBio è partner ufficiale: trenta giorni a triplice azione che riuniscono in un’unica confezione ProbioBASE, ProbioKAL e ProbioKOS, in tre blister da assumere in sequenza. La logica riproduce quello che la natura fa nel primo anno di vita — prima la pulizia di base, poi la colonizzazione dell’intestino tenue con i bifidobatteri, come fa la madre allattando, infine quella del colon con i lattobacilli.

Nei primi dieci giorni ProbioBASE porta Saccharomyces cerevisiae var. boulardii (CNCM I-3799) ed Enterococcus faecium (UBEF-41), entrambi a 1×10⁹ UFC per capsula, per riportare la carica batterica generale a una condizione di partenza. Dal giorno 11 al 20 ProbioKAL introduce quattro bifidobatteri: Bifidobacterium longum BB536 a 1×10⁹ UFC, e B. infantis M-63, B. breve B-3 e B. bifidum Bb-06 a 0,5×10⁹ UFC per capsula. Negli ultimi dieci giorni ProbioKOS presidia il colon con quattro lattobacilli — L. reuteri LR92 CS (DSM 26866), L. fermentum (DSM 25176), L. casei Lc 11 e L. rhamnosus HN001 — tutti a 1×10⁹ UFC per capsula.

Tutte e trenta le capsule sono DRCAPS® vegetali in idrossipropilmetilcellulosa, certificate vegan e gastroresistenti: proteggono i microrganismi dall’ambiente acido dello stomaco perché arrivino vitali nell’intestino, dove a pH 5-7 trovano le condizioni per aderire e moltiplicarsi. DRCAPS® è marchio registrato di Lonza. Il prodotto è senza glutine e senza lattosio.

Si assume una capsula al mattino, a stomaco pieno, mai con liquidi caldi, rispettando l’ordine dei blister: l’ordine non è un dettaglio logistico, è parte del trattamento. Conservare in luogo asciutto, al riparo dalla luce, a temperatura non superiore a 25 °C. Nei primi giorni può comparire un gonfiore transitorio. In gravidanza, allattamento, età pediatrica o in presenza di patologie e terapie farmacologiche in corso l’assunzione va valutata con il medico di base o con lo specialista; nei soggetti immunodepressi l’uso di probiotici va sempre concordato con il medico. Per l’età pediatrica esiste una formulazione dedicata, ProbioBENE Junior.

Qualunque supporto probiotico va inteso come accompagnamento a un percorso alimentare, non come sostituto. Se il gonfiore persiste, se compaiono alterazioni marcate dell’alvo, perdita di peso non cercata o sangue nelle feci, non è materia da integratori: va parlato con il medico di base, che potrà escludere cause organiche e indirizzare eventualmente verso il gastroenterologo.

Read more

Come si rimette in fase l’orologio biologico dopo le vacanze

Come si rimette in fase l’orologio biologico dopo le vacanze

Il corpo non funziona su ventiquattro ore esatte. Capire come si rimette in orario spiega perché il rientro è così faticoso — e cosa serve davvero per superarlo.

Weiterlesen